Febbre del Nilo: saliti a diciannove i casi umani in Provincia di Oristano

Sono saliti a diciannove i casi umani di contagio dal virus della Febbre del Nilo nella Provincia di Oristano nel 2026. La Asl 5 ribadisce ai cittadini: “Attuate tutte le misure di prevenzione e protezione necessarie per proteggervi dal contagio”. All’interno tutti i consigli utili

Zanzara
Una zanzara

Sono saliti a diciannove i casi umani di contagio da virus della Febbre del Nilo nella Provincia di Oristano. Un ultracinquantenne, dopo aver manifestato i sintomi della West Nile, è arrivato in pronto soccorso al San Martino. Anche per lui è arrivata la conferma; si tratta di Febbre del Nilo. Il paziente è ricoverato presso il presidio ospedaliero oristanese.

Immediatamente sono state avviate dal dipartimento di Prevenzione della Asl 5 di Oristano l’inchiesta epidemiologica e le attività di profilassi, che prevedono da parte delle autorità competenti la disinfestazione dell’area di residenza delle persone, che hanno contratto il virus.

I CASI PRECEDENTI Il primo caso di West Nile risale al maggio scorso e ha riguardato un soggetto ultrasessantenne, il secondo una persona ultranovantenne che, dopo aver contratto il virus e sviluppato la malattia, era purtroppo deceduta. Il terzo caso, un ultrasessantenne, che è stato dimesso dal presidio ospedaliero oristanese ed è tornato a casa, il quarto un ultraottantacinquenne, ancora ricoverato al San Martino, il quinto caso e il sesto caso un cinquantenne e un ultrasettantenne, che hanno fatto rientro entrambi nelle loro abitazioni, il settimo e l’ottavo caso due ultrasettantenni ancora ricoverati all’ospedale San Martino di Oristano, il nono un ultracinquantenne, che ha già fatto rientro a casa. Dal decimo al dodicesimo caso due ultrasettantenni e un ultracinquantenne, ancora ricoverati presso il presidio ospedaliero oristanese, il tredicesimo e quattordicesimo caso un ultracinquantenne e un ultraottantenne, anche loro ancora in osservazione nell’ospedale di Oristano, dove si trova ancora ricoverato anche un ultrasettantenne, il quindicesimo caso, mentre il sedicesimo, un altro ultrasettantenne, ha fatto rientro nella sua abitazione. Gli ultimi due casi, diciassettesimo e diciottesimo, un ultrasettantenne e un ultracinquantenne, si trovano ancora all’ospedale  San Martino.

I CONSIGLI La direttrice del dipartimento di Prevenzione Maria Valentina Marras ha ricordato: “Invitiamo ancora una volta le cittadine e i cittadini, in particolare i soggetti fragili e anziani, a prevenire eventuali situazioni a rischio e a proteggersi dalle punture di questo insetto con tutti gli strumenti che ricordiamo: evitare i ristagni d’acqua, proteggersi con spray repellenti e abiti lunghi quando si è all’aperto, schermare la propria casa con zanzariere”.
“Visto il numero elevato di casi quest’anno, in tale periodo, è ancora più importante non dimenticare queste uniche misure di prevenzione e di protezione contro la malattia. Ed è necessario che chi si prende cura di anziani e bambini, si accerti che entrambi attuino le stesse misure di protezione”, ha aggiunto la direttrice generale della Asl 5 Grazia Cattina.

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Ultima modifica

20 Agosto, 2026