Conferenza socio-sanitaria di Oristano: “Collaborazione fra istituzioni per superare i problemi della sanità”

Nuovi modelli di assistenza e soluzioni non più emergenziali, ma strutturali, per rispondere alle maggiori criticità della sanità oristanese. È quanto è emerso dalla conferenza socio-sanitaria territoriale, convocata oggi, lunedì 9 marzo, a Oristano. All’interno il videoservizio dell’ufficio stampa sulla conferenza.

Un momento della conferenza socio-sanitaria di Oristano

Nuovi modelli di assistenza e soluzioni non più emergenziali, ma strutturali, per rispondere alle maggiori criticità della sanità oristanese. È quanto è emerso dalla conferenza socio-sanitaria territoriale di Oristano, convocata oggi nella sede Unifidi cittadina.

Una conferenza che ha visto la partecipazione della presidente della Regione ed e assessora della Sanità ad interim  Alessandra Todde, della direttrice generale della Asl 5 Grazia Cattina, del Direttore generale di Ares Giuseppe Pintor, dei Presidenti dei Comitati dei distretti socio-sanitari di Oristano, Luigi Tedeschi, di Ales-Terralba, Francesco Mereu, e di Ghilarza Bosa, Stefano Licheri, dei consiglieri regionali della provincia di Oristano Salvatore Cau, Giuseppino Canu, Emanuele Cera, Diego Loi, Alfonso Marras, Alessandro Solinas e Antonio Solinas, e di numerosi sindaci del territorio. Presenti anche i vertici Asl 5: il direttore sanitario Roberto Irde, quello amministrativo Salvatore Miscali e quella dei servizi socio-sanitari Marina Cossu.

Dopo aver aperto i lavori, il presidente della Provincia Paolo Pireddu ha lasciato la parola alla manager della Asl 5 Grazia Cattina, che ha fornito un’analisi dettagliata della sanità territoriale e ospedaliera sulla base dei dati elaborati nel Piano Integrato di Attività e organizzazione 2026-2028.
Un quadro in chiaroscuro che, se da un lato presenta diversi punti di forza, dall’altro risente di innegabili debolezze. “Positivi i dati sulle attività di prevenzione, che vedono la Asl di Oristano raggiungere dei livelli ottimali nelle vaccinazioni pediatriche obbligatorie, negli screening oncologici e nei tempi d’attesa delle visite di invalidità, che si attestano su una media di 2 mesi, ridotta a 15 giorni per i pazienti oncologici e ad un mese per i minori” ha spiegato la direttrice della Asl 5.
“Per ciò che riguarda l’attività distrettuale, la maggiore criticità è rappresentata dalla carenza di medici di medicina generale: su 145 sedi previste, 64 sono quelle vacanti. Meno accentuata ma comunque con il segno meno la situazione dei pediatri di libera scelta: su 9 sedi previste, 2 sono quelle scoperte. Complessivamente sono circa 42.000 i cittadini della provincia di Oristano privi di assistenza medica di base: il 31% della popolazione” ha proseguito Grazia Cattina.
Un’emergenza tamponata dagli Ascot, diffusi capillarmente su tutto il territorio provinciale che, in diversi casi, stanno arruolando gli stessi medici in pensione, con il vantaggio di garantire una maggiore continuità assistenziale ai propri pazienti. La Asl di Oristano sta approntando una soluzione analoga per garantire l’assistenza ai bambini privi di pediatra di libera scelta, con l’istituzione degli Ascot pediatrici.
Ma, se nell’immediato la risposta alla carenza dei medici di famiglia passa per gli Ascot, la Asl 5, in attuazione delle direttive regionali, sta lavorando per un progetto più strutturato e articolato di medicina di prossimità, che vede il suo perno nelle Case della Comunità – cinque quelle previste sul nostro territorio, rispettivamente a Oristano, Ghilarza, Santu Lussurgiu, Samugheo e Tramatza – che hanno come missione quella di garantire h 24 i servizi sanitari sul territorio, mettendo in rete servizi e professionalità diversi: medici, infermieri,  servizi sociali e amministrativi. Altro strumento importante sarà la telemedicina, che mira a garantire un’assistenza capillare e costante in particolare ai pazienti cronici.
Per ciò che riguarda l’assistenza ospedaliera, a fronte di diversi punti di forza evidenziati da Agenas, come i tempi di degenza media e quelli ridotti per gli interventi, si registra una riduzione del volume dei ricoveri e una mobilità passiva elevata. “Su questo fronte, intendiamo intervenire su due direttrici:  una riorganizzazione degli spazi per rendere più funzionali e adeguati i percorsi dei pazienti e un piano di assunzioni che rinforzi i servizi e i reparti in maggiore sofferenza” ha chiarito la manager della Asl 5.

Alla presidente Alessandra Todde il compito di illustrare gli interventi adottati a livello regionale, in primis gli incentivi economici per i medici di famiglia – 2000 euro al mese per coloro che scelgono le sedi disagiate, con ulteriori 1.700 euro per chi aderisce alle AFT- Aggregazioni Funzionali Territoriali, così da coprire circa 100 sedi disagiate in tutta la Sardegna con la possibilità di incrementare i fondi. “Bisogna costruire insieme un pacchetto di misure che possa attrarre i medici di medicina generale” ha aggiunto. Attenzione anche sulle Case di comunità – chiarezza dei servizi offerti e un raccordo stretto con medici di medicina generale – e sulla qualità delle prestazioni, per cui la presidente ha auspicato una maggiore appropriatezza prescrittiva da parte dei medici e una presa in carico dei pazienti con particolari patologie, come quelle oncologiche, che assicuri loro percorsi sicuri: “Non è possibile che si sentano abbandonati a se stessi e che debbano passare per il Cup per prenotare le visite”.
La presidente della Regione ha delineato con chiarezza anche la road map per il superamento dei cosiddetti “medici a gettone”, per i quali il contratto per i codici minori è scaduto a febbraio e per i codici maggiori scadrà a giugno. La prima misura messa in campo è il concorso bandito da Ares, con 52 domande arrivate: “La nostra volontà è  quella di assumerli tutti e di attivare tutte le leve possibili per una loro distribuzione capillare sul territorio, anche attraverso incentivi economici” ha chiarito la presidente. Nel caso in cui i reclutamenti non fossero sufficienti, è già stato richiesto ad Ares di attivare ulteriori procedure per mettere a bando altri posti. Prevista poi, in terza istanza, la misura delle prestazioni aggiuntive per i medici che lavorano negli hub principali. Nessuna preclusione per il reclutamento di medici stranieri in possesso dei titoli, ma a proposito dei sanitari cubani un chiarimento: “La procedura si è interrotta per motivi burocratici, su disposizione del ministero degli Esteri”.
Quanto alla gara sull’elisoccorso, andata deserta, la presidente ha rassicurato sul fatto che il servizio proseguirà regolarmente con una proroga, valida fino a che la gara non sarà assegnata.

Di assunzioni ha parlato anche il direttore generale di Ares Giuseppe Pintor, che ha illustrato gli interventi che l’azienda da lui diretta sta attuando per superare le criticità legate al reclutamento del personale: “Bisogna cercare nuovi modelli organizzativi ed elaborare accordi che passano per soluzioni contrattuali più flessibili”. Pintor si è soffermato in particolare sui medici dell’emergenza-urgenza e sui medici di medicina generale, per cui sono allo studio diverse misure finalizzate ad attrarre i neolaureati, e sui programmi di telemedicina, campo in cui la Asl di Oristano è una delle pioniere.

Dai rappresentanti istituzionali del territorio è arrivato un ringraziamento alla presidente della Regione Todde e alla direttrice della Asl 5 Cattina per l’attenzione e l’apertura all’ascolto e al dialogo. “Siamo soddisfatti perché non stiamo più parlando di soluzioni emergenziali, ma strutturali” ha evidenziato il presidente del comitato di distretto di Oristano Luigi Tedeschi, mentre quello del distretto di Ales-Terralba Francesco Mereu, nel sottolineare le difficoltà della sanità vissute dal suo territorio, ha riconosciuto l’impegno e gli sforzi della Asl 5 per garantire l’assistenza ai suoi concittadini. Il presidente del  comitato di distretto di Ghilarza-Bosa Stefano Licheri ha posto l’accento sulla distribuzione disomogenea dei medici in Sardegna e sull’esigenza di trattenere i professionisti che, dopo anni di formazione, scelgono di emigrare all’estero. Un plauso al programma sanitario della Asl 5 è arrivato dal sindaco di Paulilatino Domenico Gallus: “Ottima l’invenzione degli Ascot, ottima quella della sanità di prossimità e di iniziativa”. Il sindaco di Oristano Massimiliano Sanna ha ricordato le difficoltà legate al servizio di continuità assistenziale, che non sempre riesce a garantire la continuità dei turni, mentre il consigliere regionale e sindaco di Bosa Alfonso Marras ha ancora una volte riportato l’attenzione sui medici a gettone e sul servizio di emergenza-urgenza. Soddisfazione per le prospettive offerte da Regione e Asl 5 è arrivata anche dal primo cittadino di Cabras Andrea Abis, che ha apprezzato la volontà di sperimentare nuovi modelli in una congiuntura storica estremamente negativa per la sanità.
“La scarsa attrattività della medicina generale non è legata a un problema solamente economico – ha rimarcato il consigliere regionale Peppino Canu in riferimento ai medici di famiglia – ma anche alla qualità del lavoro, eccessivamente gravoso”. Quanto agli Ascot, Canu ha auspicato una migliore organizzazione, che passi per la digitalizzazione del servizio, e una ripartizione più equa delle risorse, che vedono oggi assegnata alla Asl 5 il 10% delle risorse regionali a fronte del 40% di Ascot presenti in provincia di Oristano. I consiglieri regionali Salvatore Cau e Alessandro Solinas hanno espresso apprezzamento per il lavoro di programmazione svolto a livello regionale e provinciale, auspicando che gli interventi permettano di superare questa difficile fase.

 

IL VIDEOSERVIZIO DELL’UFFICIO STAMPA SULLA CONFERENZA TERRITORIALE SOCIO-SANITARIA

 

 

Scarica le slides di presentazione della situazione socio-sanitaria nella provincia di Oristano da parte della direttrice generale 

 

 

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Ultima modifica

9 Marzo, 2026