Pronto Soccorso di Oristano: “Massimo impegno di Asl 5 e Regione”
“Massimo impegno da mesi della Asl 5 di Oristano e della Regione per assicurare il servizio migliore ai pazienti, che accedono ai Pronto soccorso aziendali”. Lo precisa la direzione generale della Asl 5 dopo l’allarme lanciato dal sindacato Nursing Up. All’interno tutti i dati sull’attività del Pronto Soccorso di Oristano negli ultimi mesi
“L’Assessorato Regionale dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza sociale e la direzione generale della Asl 5 di Oristano da mesi lavorano insieme per assicurare il servizio migliore possibile ai pazienti che dovessero accedere ai Pronto soccorso aziendali, in raccordo con le altre Aziende del Sistema Sanitario Regionale”. Lo precisa la direttrice generale della Asl 5 Grazia Cattina in merito all’ultima denuncia del sindacato Nursing Up che ha parlato di Pronto Soccorso “al collasso” nel presidio sanitario oristanese e ha sollecitato, appunto, la Regione ad intervenire. “Nessun collasso. Certamente disagi e criticità sia per pazienti che per operatori”, ha esordito il direttore sanitario della Asl 5 Roberto Irde, “conseguenti alle carenze di personale medico, per le quali prosegue il lavoro di compensazione con reclutamenti di professionisti in contratti libero professionali. In una gestione d’equipe del paziente, che accedo al Pronto Soccorso, tutto il personale condivide i disagi derivanti dall’aumentato carico di lavoro per il personale medico dopo il mancato rinnovo dei contratti con le Cooperative e i gettonisti, deciso dal Governo, dallo scorso 30 giugno”.
I RECLUTAMENTI Nel Pronto Soccorso di Oristano nei primi sei mesi del 2026 gli accessi sono stati gestiti da 39 medici, da luglio e sino a questi giorni 21 medici si sono alternati nei turni. “Dunque ogni singolo medico e soprattutto i medici dipendenti hanno visitato oltre il doppio dei pazienti: un impegno straordinario per il quale esprimiamo grande apprezzamento”, ha aggiunto la direttrice generale, “ma se l’organico dei medici dipendenti è di 5 unità e a luglio si sono alternati 21 medici, è evidente che si è lavorato, di concerto con la Regione e le altre Aziende del Sistema Sanitario Regionale, inclusa ARES (la cui direzione sanitaria coglierei l’occasione per ringraziare), per integrare l’organico con contratti libero professionali e convenzioni”. Ad oggi sono 24 i professionisti reclutati con contratti libero professionali, alcuni ancora in corso di definizione proprio in questi giorni. Ci sono giovani medici, specializzandi e 13 medici con titolo estero. “Questa attività di reclutamento, nonché la disponibilità di alcuni professionisti di altre Unità Operative, sta consentendo il mantenimento dell’attività del Pronto Soccorso di Bosa e del Punto di Primo Intervento di Ghilarza, entrambi in h 24”, ha precisato sempre la direttrice generale, “un’azione di ricerca e di reclutamento di professionisti intensa e prolungata, in essere da mesi che vede il coinvolgimento operativo fondamentale della struttura amministrativa dell’azienda”.
I NUMERI La pressione, chiaramente, al Pronto Soccorso di Oristano rimane alta. I tempi di attesa si sono allungati, ma non per i codici rossi, 25 minuti, una gestione in linea con i tempi dei primi sei mesi dell’anno. Si sono allungati i tempi medi di gestione dei codici arancioni e azzurri e quello dei codici minori, soprattutto verdi, “ma questi tempi maggiori non dipendono dalla carenza di personale medico”, ha spiegato il direttore sanitario, “ma di un aumento di accessi con i codici maggiori”. A luglio più 77 per cento per i codici rossi rispetto allo stesso periodo del 2025, più 14 per cento per codici arancioni e azzurri. Meno 20 per cento per i codici verdi e meno 64 per cento per i codici bianchi.
IL PRONTO SOCCORSO “La gestione del pronto soccorso è una problematica particolarmente complessa e i fattori che lo condizionano sono non solo interni all’organizzazione della struttura ospedaliera, ma coinvolgono anche la sanità territoriale”, ha ricordato dottor Irde, “ricordiamo che nella provincia di Oristano mancano 62 medici di base. Migliorano i nuovi ingressi e le scelte, ma sono ancora tanti cittadini per i quali l’assistenza è assicurata dai medici degli ambulatori di cure primarie delle Case della Comunità e dai medici degli ambulatori straordinari di cure primarie (ex ASCOT) territoriali con una organizzazione ed una attività che ha richiesto una significativa riorganizzazione per migliorare la corrispondenza ai bisogni dei cittadini, ancora in essere. La direttrice generale ha concluso: “Inoltre è in fase di completamento il percorso di attivazione e potenziamento degli Ospedali di Comunità di Bosa e Ghilarza entrambi attivi con circa il 50 per cento dei posti letto previsti. La loro attività a pieno regime consentirà di migliorare i percorsi di dimissione e di ritorno a casa dei pazienti dopo un ricovero ospedaliero con benefici attesi anche sul sovraffollamento in pronto soccorso”.
Ultima modifica
13 Agosto, 2026