Certificazione dei percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali: corso formativo a Oristano

Mettere a punto percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali (PDTA) la cui efficacia e validità sia certificabile, per garantire al paziente maggiore sicurezza, affidabilità e continuità nell’intero percorso di cura. È questo il tema della tre giorni, che si è conclusa ieri, giovedì 6 maggio, al Mistral due di Oristano

Un momento del corso sui PDTA

Mettere a punto percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali (PDTA) la cui efficacia e validità sia certificabile, per garantire al paziente maggiore sicurezza, affidabilità e continuità nell’intero percorso di cura.

È questo il tema della tre giorni, che si è conclusa ieri, giovedì 6 maggio, al Mistral due di Oristano. L’evento, organizzato dalla Struttura Risk Management, Qualità e Formazione permanente della Asl di Oristano su richiesta della direzione generale, con il supporto di Ares Sardegna, ha coinvolto operatori sanitari provenienti sia dalle strutture ospedaliere che da quelle territoriali con l’obiettivo di fornire loro un metodo per disegnare percorsi  di presa in carico del pazientecondivisi, completi ed efficaci.

«I PDTA sono declinazioni locali delle raccomandazioni e delle linee guida nazionali e internazionali basate su evidenze scientifiche – ha spiegato il direttore della Struttura Risk Management, Qualità e Formazione permanente Gian Franco Puggioni -. Il vantaggio di adottare questa metodologia è quello di diminuire la variabilità assistenziale, assicurando l’appropriatezza e l’efficacia degli interventi sanitari».

«Per la costruzione dei PDTA, in particolare per le patologie croniche, occorre un team multidisciplinare e multiprofessionale. Inoltre, il report di PDTA deve contenere indicatori di qualità per il suo monitoraggio e per valutarne l’efficacia. È importante quindi mettere in piedi come sta facendo la Asl di Oristano, un sistema di valutazione che consenta ai professionisti di rimodulare il PDTA con opportune azioni di miglioramento», ha proseguito Puggioni.

Dopo aver costruito il percorso, importante è poi validarne l’efficacia sottoponendolo all’esame di un ente terzo. «Una volta adottato un PDTA, è fondamentale certificarne la validità attraverso la sua valutazione da parte di un organismo indipendente» ha affermato Caterina Ledda, rappresentante di Bureau Veritas, azienda che fornisce servizi di ispezione, verifica di conformità e certificazione – Avere un percorso strutturato, codificato e valutato da una terza parte indipendente è un elemento di maggiore sicurezza per i professionisti sanitari, dando loro la garanzia di procedere in maniera corretta nell’attività sanitaria. Per questo, nel corso, abbiamo delineato non solo quali sono i requisiti di un PDTA, ma anche gli elementi per poterlo rendere certificabile attraverso uno schema di certificazione accreditato».

«L’evento formativo ci ha offerto una metodologia con la quale declinare i Percorsi diagnostici, terapeutici e organizzativi – è stato il commento di Marina Cossu, direttrice dei servizi socio-sanitari della Asl 5 -. l percorsi delineano in maniera precisa i passi da compiere nella presa in carico del paziente: un intervento non coordinato e continuativo rischia infatti di generare accessi impropri al sistema sanitario. Attraverso la corretta applicazione dei percorsi, che devono abbracciare ospedale e territorio, è possibile superare questa criticità».

«Questa direzione generale ha voluto fortemente questo corso – ha  spiegato in conclusione la direttrice generale Grazia Cattina – affinché si incrementasse la presenza in azienda del numero di professionisti in possesso delle competenze metodologiche per l’adozione del nuovo modello di PDTA certificabile e quindi con garanzia di adeguata qualità, al fine di migliorare l’appropriatezza dei percorsi per i nostri pazienti e consentire, tra i vari aspetti, una corretta presa in carico delle persone con patologie croniche nelle Case di comunità».

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8 Maggio, 2026